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Disoccupazione giovanile in Sicilia

Pubblicato il 02/03/2010
Parole chiave: , ,
Pubblicato in Giovani, Sondaggi | 2 Commenti »

La Sicilia con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.

Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%).

Quali sono, secondo te, i motivi per cui in Sicilia è così alto numero di disoccupati?

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2 commenti a “Disoccupazione giovanile in Sicilia”

  1. Massimo Scarafìa ha scritto:
    il 02/03/2010 alle 17:19

    IL DEGRADO ED IL SOTTOSVILUPPO SONO I PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA POVERTA’, DELLE FAMIGLIE CHE NON RIESCONO A GIUNGERE AL TRAGUARDO DEL FINE MESE, DELLA DISOCCUPAZIONE E DELLA CRIMINALITA’ – LA RICETTA PER PORRE FINE AL DEGRADO FORSE ESISTE ANCORA, SE SI FA IN TEMPO, E SI TROVA IN ITALIA, IN UN’ ISOLA CHE E’ L’ISOLA DEL TESORO……
    IN NOME DELL’UNICA POLITICA PRATICABILE, CHE E’ QUELLA DEL BUON SENSO E DEL VIVERE CIVILE, CERCHIAMO SOPRATTUTTO DI SVILUPPARE LE ATTIVITA’ COMMERCIALI, CREANDO COMPETITIVITA’ “EUROPEA”, OCCASIONI DI LAVORO PER LE IMPRESE ED I LAVORATORI.
    NON E’ MAI TROPPO TARDI PER CERCARE DI ESSERE COMPETITIVI!

    Ecco alcune proposte mie e altrui, da me condivise:… Mostra tutto

    Convegno di Capri (Giovani industriali Confindustria) ottobre 2009:
    Il Mediterraneo per suiperare la più grande crisi degli ultimi cento anni.
    Lo sviluppo passa per il mediterraneo, sbocco naturale per l’intera nazione, il sud e la Sicilia .
    Dobbiamo far presto a realizzare le infrastrutture per essere competitivi, per lo sviluppo, le imprese, l’occupazione.

    Convegno di Napoli del 26 gennaio 2010 “Il Mezzogiorno nel Mediterraneo, con e per l’Europa”:
    1. Le PMI possono diventare grandi… “l’idea di trasformare il Sud Italia, senza alcun intervento infrastrutturale, nella piattaforma logistica del Mediterraneo deve essere abbandonata”…
    2. …La posizione geografica della Si…cilia nel Mediterraneo…: “Le aziende devono avere la possibilità di caricare i container sui treni e far viaggiare le merci su linee ad alta velocità”

    Ci sono eccellenze che l’Italia tiene quasi nascoste. Come gli Interporti. La Dgg, la società tedesca leader del settore, ha realizzato il primo benchmarking continentale del comparto e ben sei siti italiani stanno fra i primi undici, con Verona a guidare la classifica. Un riconoscimento alla qualità e all’efficenza de…i servizi, peccato che una rete così invidiabile sia utilizzata relativamente poco. Il perché è facile a dirsi: mancano alcune importanti infrastrutture di collegamento che consentano di sfruttare a pieno le potenzialità esistenti…
    Serve il raccordo con il mare e nuovi spazi logistici a Sud, “Non possiamo fare aspettare l’economia, noi dobbiamo essere motore di competitività e bisogna che l’Italia investa su questa risorsa con le infrastrutture necessarie a completare una rete che già c’è e che l’Europa ci invidia”.
    Abbiamo scoperto adesso di avere la più efficente rete di interporti d’Europa e pertanto sarebbe opportuno pensare anche di collegarla bene ai porti, visto che siamo un Paese che sta tutto sul mare…
    Bisogna farlo e farlo in fretta, con realtà portuali atte ad intercettare i traffici del Mediterraneo, con particolare riguardo a quelli per l’Asia che transitano attraverso Suez.
    Nel Nord Europa hanno il vantaggio si essere strutturati e di avere una cultura logistica, ma noi possiamo fare molto di più…
    Una stima:…
    Con la sola ottimizzazione del sistema porti-interporti l’Italia incasserebbe un incremento del Pil vicino all’1%…
    HANNO RAGIONE I MANAGER DEL LINGOTTO QUANDO DEFINISCONO LE INFRASTRUTTURE SICILIANE “SVANTAGGI COMPETITIVI”, CON IL RISCHIO DI ULTERIORI GRAVI PERDITE OCCUPAZIONALI…
    OCCORRONO CIRCA 140 MILIONI PER IL PORTO E L’INTERPORTO DI TERMINI IMERESE, SENZA PARLARE DELL’AREA ORIENTALE SICULA, STRATEGICA PER IL BACINO MEDITERRANEO E PER L’INTERA EUROPA…

    SONO NECESSARI I CASINO’ NEL SUD D’ITALIA PERCHE’ E’ UN’AREA GEOGRAFICA A VOCAZIONE TURISTICA E ,PERTANTO,CONTRIBUISCONO A CREARE SVILUPPO E RAPPRESENTANO DEI VERI E PROPRI AMMORTIZZATORI SOCIALI.
    SI INVITANO I “SIGNORI DEI PALAZZI” A NON PRENDERE LA “SCUSA” DEL GIOCO D’AZZARDO O QUELL’ALTRA SCUSA “COMODA” DEL PERICOLO DELLA “MAFIA”, PERCHE’ SE SI PARLA DI GIOCO D’AZZARDO DOVREMMO CHIUDERE I CASINO’ ATTUALMENTE ESISTENTI IN ITALIA E SULLE NAVI, MENTRE SE PARLIAMO DI MAFIA, DOVREMO A MIO AVVISO TENERE CONTO DI QUANTO LA STORIA FINO AD OGGI CI HA INSEGNATO E CIOE’ CHE LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E/O QUELLA CHE COMUNEMENTE OGGI VIENE DENOMINATA “MAFIA”, NON E’ UN FENOMENO CHE RIGUARDA SOLTANTO QUESTA O QUELLA REGIONE D’ITALIA.
    Alla domanda, diretta, della giornalista sulle nuove aperture il ministro del turismo non ha dubbi:
    ‘Le case da gioco saranno un modo per competere con le altre realta’ internazionali: la Francia, per fare un esempio, conta 185 sale da gioco e adeguare le nostre strutture in questo senso sara’senza dubbio un modo per rendere competitiva l’offerta italiana’.
    Il sottoscritto, a questo proposito, aggiunge:
    “UNO STATO DEMOCRATICO, DEGNO DI QUESTO NOME, NON DEVE AVERE PAURA DELLA CRIMINALITA’.
    DEVE CONTINUARE E CON PASSO SPEDITO, MAI ARRESTARSI, NELLA PREZIOSA OPERA DI COSTRUZIONE DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE DELLA NAZIONE. UNO STATO FORTE DOVRA’ INCUTERE TIMORE AI CRIMINALI, PER PROTEGGERE IL PROPRIO POPOLO.
    Il non fare un’opera di pubblico interesse, per paura di”infiltrazioni e/o di “riciclaggio, equivale a non fare gli interessi del popolo”

    Altra mia proposta, con particolare riguardo al Mezzogiorno e la Sicilia:
    REALIZZAZIONI DI FIERE E MERCATI “INNOVATIVI”, PER DARE IMPULSO ALL’ECONOMIA LOCALE (CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA PARTE PIU’ POVERA E SITA NELLE ZONE PIU’ DISAGIATE), IN PROSSIMITA’ DELLE STAZIONI FERROVIARIE, REALIZZATI IN STRUTTURE “PREFABBRICATE”, NELLE AREE SVANTAGGIATE (REGIONI GIA’ DEFINITE “OBIETTIVO 1”) CON L’ORGANIZZAZIONE DI TRENI TURISTICI (PRENDENDO AD ESEMPIO IL MODELLO SVIZZERO DEI “TRENI DEL CIOCCOLATO”) CON VISITE GUIDATE PER LA PROMOZIONE DI PRODOTTI LOCALI, CON LA COLLABORAZIONE DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI, OFFRENDO STANDS, A TURNO, A TUTTI GLI OPERATORI CHE NE FANNO RICHIESTA, CON CANONI DI LOCAZIONE COMMISURATI AL “VENDUTO”…
    Naturalmente nel nostro “bel paese”, oltre al cioccolato (quello piemontese, di Perugia, Modica, ecc.), possiamo presentare ai turisti gli altri prodotti tipici: vino, olio, dolci, grano e derivati, arance, liquori e manufatti locali dell’industria e dell’artigianato e, da non dimenticare, i nostri preziosi monumenti assieme ad un clima e ad un paesaggio meravigliosi, dal mare ai monti, alle campagne…
    E, momentaneamente, mi fermo quì …

  2. Gaspare ha scritto:
    il 02/03/2010 alle 18:50

    In Sicilia manca il lavoro perchè manca lo spirito imprenditoriale e perchè fare impresa è difficile: ci si deve scontrare con la mancanza di infrastrutture, con la scarsa sicurezza e con l’eccessiva burocrazia.

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