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Allarme lavoro

Pubblicato il 16/09/2010
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Pubblicato in Eventi | Nessun commento

Il Centro studi di Confindustria “stima che il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008″. Con un ricorso alla cassa integrazione “che rimarrà alto per il resto del 2010″.Sono 450 mila i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono “a rischio” nella seconda metà dell’anno. Per il CsC “l’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo”, con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, ed un tasso di disoccupazione che “salirà, terminando il 2011 al 9,3%”.

Il centro studi di Confindustria stima che il sommerso “è bruscamente accelerato nel 2009″ superando il 20% del Pil (oltre 27% se non si considera la Pubblica Amministrazione. Al Sud è il doppio). Dato che porta l’importo dell’evasione fiscale “su valori molto superiori ai 125 miliardi” stimati dal CsC lo scorso giugno.Anche la stima della pressione fiscale effettiva è “rivista all’insù”, ad un livello “ben sopra il 54% nel2009″, più del 51,4% stimato dal CsC lo scorso giugno e del 43,2% della “pressione apparente contenuta nei documenti ufficiali”.

Il centro studi di Confindustria ribadisce il nodo “dei gravi problemi di competitività che il Paese patisce”: lo scenario economico “si presenta più confuso e incerto” anche perchè, sottolineano gli economisti di via dell’Astronomia, “letto attraverso le lenti dei nodi strutturali non sciolti”.Confindustria rinnova quindi l’appello a fare riforme, “non più rinviabili, e che “la crisi ha reso più urgenti”, sottolinea il direttore del centro studi Luca Paolazzi. “In assenza di riforme”, sottolinea il rapporto, “il pericolo è che la crescita bassa e protratta a lungo determini l’aumento della disoccupazione strutturale e faccia perdurare l’eccesso di capacità produttive, con conseguente necessità di ampie ristrutturazioni”.

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