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Cammarata da Berlusconi: le parole in attesa dei fatti

Pubblicato il 23/03/2011
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Pubblicato in Politica | 6 Commenti »

Elezioni vicine a Palermo? Parrebbe di sì, stando ai rumors.

Il sindaco Diego Cammarata, infatti, si trova a Roma per parlare al premier Silvio Berlusconi.

Scopo dell’incontro è chiedere al governo 100 milioni di euro per scongiurare il crac delle ex municipalizzate (Gesip e Amia Essemme, in primis).

E qualora il presidente del Consiglio dei Ministri dovesse dire di no, il primo cittadino sarebbe pronto a dimettersi entro venerdì.

Una data non di poco conto. Perché, in questo modo, a Palermo si sceglierebbe il nuovo sindaco domenica 29 e lunedì 30 maggio, cioé i giorni stabiliti dalla Regione Siciliana per le elezioni amministrative.

C’è da dire, comunque, che le voci (confermate da taluni e smentite da altri, così come succede sempre in questi casi) parlano di un Cammarata dimesso, pure se Berlusconi dovesse dare l’agognato toccasana alle casse palermitane. Diego, così, lascerebbe la sua carica con tanto di ‘vanto’ (magari da utilizzare in future campagne elettorali).

Staremo a vedere. Quello che per noi conta, si sa, è il bene della città e l’interesse comune dei suoi abitanti.

In particolare, di quella miriade di lavoratori delle ex municipalizzate che rischiano lo stipendio. I giochi politici, le candidature, le alleanze palesi o occulte, invece, non ci riguardano. Alla gente importa ben altro: essere cittadini di una nuova città.

Aggiornamento, 18.44 Cammarata e Berlusconi si sono incontrati. A Palazzo Grazioli, racconta una nota, c’è stato un incontro “lungo e cordiale”. Assicurato da Roma ”pieno sostegno alle attività di governo della città di Palermo e ha assicurato il massimo impegno per una soluzione della vertenza Gesip’‘.

Soddisfatto il primo cittadino: “Una volta di più, Berlusconi ha mostrato una grande attenzione nei confronti della città di Palermo e dei palermitani. Conoscendo bene la sua sensibilità, nei giorni scorsi ho più volte dichiarato che non prendevo neanche in considerazione l’ipotesi di un mancato impegno da parte del governo nazionale sulle questioni di Palermo e in particolare sul nodo Gesip”.

Fin qui le parole. Attendiamo i fatti. Con impazienza.

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  7. Carissimo pinocchio..

6 commenti a “Cammarata da Berlusconi: le parole in attesa dei fatti”

  1. CLAUDIO ha scritto:
    il 23/03/2011 alle 17:26

    sicuramente la speranza è riposta nel si del premier, non si può far piovere ancora sul bagnato. il mezzogiorno ha bisogno come tutti, di non una ma più boccate di ossiggeno. aumentare i disoccupati sempre di più in un territorio già martoriato da questo fenomeno della disoccupazione è a dir poco pazzesco.

  2. Roberto ha scritto:
    il 23/03/2011 alle 18:35

    E saranno solo parole. Non c’è da crederci ad entrambi. Un incontro di circostanza, in cui avranno parlato di ben altro.

  3. manfredi agnello ha scritto:
    il 23/03/2011 alle 20:35

    …bene se così fosse…ma se non si fanno interventi strutturali come ilprepensinamento di oltre 1700 unità tra Comune ed aziende,che permetterebbe un risparmio di cc 50milini di euro per le casse comunali, è un rimandare il problema…

  4. Movimento Impresa Palermo ha scritto:
    il 24/03/2011 alle 09:18

    [...] è, alla luce di quanto avvenuto ieri, ovvero l’incontro romano tra Berlusconi e Cammarrata, vorremmo sapere in che termini il governo abbia dimostrato al sindaco di essere attento ai [...]

  5. luigi siragusa ha scritto:
    il 26/03/2011 alle 19:08

    consigliamo agli amministratori altre assunzioni, ed inserirli anche se non capaci a svolgere gli incarichi di lavoro, tanto rimarranno impuniti tutti, se questo succedesse ad una ditta privata, chissà che terremoto ….!è incomprnsibile,come mai in quei corridoi non vale la legge della matematica : se prevedo ricavi pari a 100 non posso spendere 1000, ma neanche 101, possibile che questo concetto il nessuno lo capisca? allora basterebbe usare la tecnologia nelle ragionerie proporrei di usare dei compiuter che si bloccano non appena le spese superano le previsioni dei ricavi, non consentendo quindi ne assunzioni ne aumenti di qualsivoglia spesa. Poi se vogliamo, si potrebbe separare rigorosamente una percentuale fissa di spesa per gli investimenti e i servizi ai cittadini. Nessuno dovrebbe avere il potere di baipassare questa elementare regola matematica.

  6. elio bonfanti ha scritto:
    il 27/03/2011 alle 22:19

    la questione gesip non si può risolvere solamente con gli interventi dello Stato che, se verranno erogati saranno sicuramente insufficenti a colmare il buco economico finanziario di una società che dichiara una perdita di 900.000 euro al mese.
    occorre mettere mano subito ad una azione di risanamento, partendo dalla valorizzazione delle professionalità all’interno di gesip da impiegare a vantaggio delle altre Aziende; chiedere serrati controlli per fare lavorare a pieno gli assunti visto che l’Azienda subisce all’interno continue indolenze e assenze di molti lavoratori;
    occorre fare un piano di rimodulazione delle qualifiche interne per un migliore impiego dei lavoratori e procedere a scivoli per il prepensionamento.

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