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“La tomba in confronto è un rifugio caldo”

Pubblicato il 14/04/2011
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Pubblicato in Senza categoria | 2 Commenti »

Ci manchi tanto, la mamma si strugge di ansia per te, scrivi ogni volta che puoi. Dalle foto che mi hai mandato, vedo che non stai tanto male. Ma se quella che mi racconti è la tua vita,  la tomba in confronto è un rifugio caldo. Ti salutano tutti: gli amici, i parenti, sono tutti preoccupati per te. Ma io sono fiduciosa, alla tua impresa manca solo il dieci per cento e io sono sicura al cento per cento che arriverai lì. Coraggio, sii paziente. Aspetto con ansia la telefonata che mi farai da Palermo“.

Questa è la lettera che Meseret ha scritto al fratello, in Libia, in attesa di salire a bordo di un barcone. Direzione: Sicilia. La missiva proviene da un luogo che potrebbe diventare la ‘Ellis Island‘ del Mediteranneo: Lampedusa.

E non è l’unica, come testimonia il reportage pubblicato oggi sul quotidiano La Stampa, a firma di Laura Anello. Perché l’opera dell’associazione ‘Askavusa’  ha raccolto tante altre lettere ma non solo. Anche fotografie, messaggi lasciati nelle bottiglie, portafogli, musicassette, scarpe, pacchetti di sigarette.

Documenti che sottolineano che i migranti, coloro che pagano 1.200 euro per rischiare la vita, navigando su imbarcazioni improvvisate e instabili, non sono numeri ma esistenze.

Vite che bisogna tutelare, come già abbiamo scritto in questo post. Perché la solidarietà è un principio assoluto e un valore contenuto nella parola ‘umanità‘.

E non importa la nazionalità del migrante: se sia tunisino, somalo, etiope, eritreo, nigeriano. La solidarietà non ha confini e prescinde dalle valutazioni politiche e dalle diatribe tra governi nazionali.

L’accoglienza, poi, è altrettanto sacrosanta. Ma c’è chi, come sappiamo, non accetta chi è giunto sulle nostre coste con la speranza di vivere, anziché di sopravvivere a fatica. Non vogliamo concentrarci, perché lo abbiamo già fatto negli scorsi giorni, sugli scontri tra i paesi dell’UE, tra l’Italia e gli altri che non ritengono i permessi di soggiorno temporaneo validi al di là delle Alpi. È una controversia, comunque, che segnala che l’Europa ha dimenticato il suo passato e le sue radici.

Neanche siamo dalla parte di coloro che permetterebbero a chiunque di approdare in Italia illegalmente (perché le leggi bisogna rispettarle). Ma vorremmo, lo ribadiamo, che il Vecchio Continente investa massicciamente in Africa, dando la possibilità ai tanti ‘fratelli di Meseret’ di non pensare che la propria vita sia peggio della morte.

Il mondo che viviamo, infatti, ha smesso di essere microcosmico, basato sulla cura del proprio ‘orticello’, dando occhiate sospettose alle proprietà vicine. È davvero un ‘mondo’ e ciò che avviene a migliaia di chilometri dalle nostre case si ripercuote ormai sulla vita di qualunque cittadino del pianeta.

Raggiungere la consapevolezza dell’allargamento dimensionale delle prospettive è il primo passo da compiere per dare dignità a quanti affrontano le traversate e giusta memoria ai tanti che sono morti, soffocati dalle onde del mare.

Nella foto: le tombe di immigrati a Lampedusa (fonte).

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2 commenti a ““La tomba in confronto è un rifugio caldo””

  1. Margot Marinella ha scritto:
    il 14/04/2011 alle 11:45

    Condivido quanto è stato scritto e la tristezza per quelllo che avviene ogni giorno. :(

  2. giusy ha scritto:
    il 14/04/2011 alle 13:33

    Per quello che stanno passando queste persone ci sarebbe da fare un film per far riflettere che non é solo una guerra!!

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