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Pedaggi sulle autostrade siciliane? Il no è multipartisan
Pubblicato il 06/04/2011Parole chiave: anas, anas sicilia, pedaggi, pedaggi autostradali, Raffaele Lombardo, roberto de benedictis, salvino caputo
Pubblicato in Politica | 2 Commenti »
Pedaggi autostradali dal primo maggio sulle autostrade Anas in Sicilia. Un tema rovente, a cui Impresa Palermo ha già dedicato due post.
E torniamo ad occuparcene oggi, visto che la classe politica siciliana si è mobilitata per criticare il provvedimento che impone il pagamento di un euro e cinquanta centesimi.
Dopo le proteste di sindaci, operatori commerciali e turistici, ecco arrivare le dichiarazioni furenti dei politici. In primis, il governatore Raffaele Lombardo che sul suo blog ha scritto:
” La smettano con questa storia dei pedaggi perché è vergognosa. Il pedaggio si dovrà pagare quando ci saranno le condizioni socio economiche come le altre regioni dove si paga il pedaggio e dove ci sono strade degne di questo nome. La Messina-Palermo è una strada dove la gente muore come le mosche perché non ci sono le condizioni di sicurezza. Sulla Palermo-Catania all’altezza di Caltanissetta ci sono lavori in corso da almeno 15 anni e si viaggia ad una sola corsia. E queste sarebbero strade in cui far pagare il pedaggio?”.
Sulla stessa frequenza di pensiero il vicepresidente del gruppo Pd all’Ars Roberto De Benedictis: “Non solo il governo nazionale ci impone il pedaggio sulle autostrade siciliane ma il ministro Prestigiacomo ci scherza addirittura sopra. Come giudicare altrimenti la sua battuta per la quale ‘la Siracusa-Catania non è ancora un’autostrada e per adesso il problema non c’è’?”
“Una battuta – ha aggiunto il politico – per nascondersi o per prendere tempo, invece di assumersi apertamente la responsabilità, a nome del governo di cui fa parte, di penalizzare i siciliani per l’unico e già costosissimo mezzo che hanno per spostarsi nell’isola, cioé l’automobile”.
Iracondo anche Toni Scilla, deputato regionale di Forza del Sud: “Chi parla di pedaggi sulle autostrade siciliane venga a vedere in che stato di degrado si trovano, sono strade prive di servizi e lontane da ogni standard normativo e tecnico. È necessario mettere in campo qualsiasi iniziativa per revocare questo assurdo provvedimento che come unico scopo ha quello di mettere le mani nelle tasche dei siciliani. A tutela dei siciliani, il gruppo parlamentare di Fds ha già presentato una mozione ed è mia intenzione indire un incontro con tutti i sindaci dei comuni che si affacciano sulla A/29 Mazara – Palermo al fine di individuare un percorso affinché gli organi regionali competenti adottino le opportune misure per la revoca del decreto“.
In virtù di queste e altre proteste, il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli ha convocato una riunione al ministero, in programma martedì alle 18.
Lo ha reso noto il presidente della Commissione Attività produttive all’Ars
Salvino Caputo:
“Ho ricevuto questa mattina la telefonata del ministro Matteoli e mi auguro possa emergere lo stato di grave disagio che i cittadini e gli operatori stanno vivendo in questi giorni a seguito di una decisione inopportuna in un momento di grave crisi economica e occupazionale”.
Infine, si è costituito a Palermo, su iniziativa di singoli cittadini, il Coordinamento Regionale “NO pedaggi”, attraverso il quale si chiede la revoca del provvedimento, “perché inciderà sulla già precaria economia dell’isola, oltre a rappresentare anche un’ulteriore prova di disinteresse da parte del governo, il quale introduce nuove imposte senza curarsi delle condizioni in cui versano le autostrade siciliane” (qui la fonte).
Insomma, tutti d’accordo nel contrastare quest’assurdità. Ma Roma ascolterà questo dissenso multipartisan?
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il 06/04/2011 alle 15:02
Che belle cose. Chi lavora fuori Palermo dovrà pagare 3 euro (andata e ritorno). Ma quando andiamo in piazza a protestare?
il 06/04/2011 alle 17:06
è una follia. Ci manca poco e ci fanno pagare anche l’aria che respiriamo.
Ma lo Statuto della Regione Sicilia?