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Generazione Anni 80: gli occhi di Totò Schillaci

Pubblicato il 05/05/2011
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Pubblicato in Senza categoria | 3 Commenti »

Essere della Generazione Anni 80 significa essere stato bambino quando in Italia c’erano i Mondiali di calcio e a Palermo giocavano l’Olanda, l’Irlanda e l’Egitto (l’Inghilterra giocava a Cagliari). Gruppo F.

A Palermo, durante quell’estate italiana, che poi ebbe come simbolo gli occhi sgranati (o meglio ‘spiritati’) di Totò Schillacci, il piccioto del Cep, dominavano i colori dell’arancione e del verde, almeno nel periodo delle partite giocate (tutte terminate in parità) nella nuova Favorita, ristrutturata per l’occasione.

Tutto ciò era il massimo per un bambino di 9 anni che già si nutriva di calcio, giocando per strada e collezionando le figurine Panini (sfidando gli amici ‘a numero’ o a ‘farfallina’).

Palermo, insomma, era una città ‘importante’. Lo avvertivo perché Gullit, Rijkaard e Van Basten calciavano il pallone sotto al Monte Pellegrino. Non poteva essere altrimenti. Non pensavo alla mafia che faceva il buono ed il cattivo tempo in città. Non sapevo nulla di omicidi, estorsioni, minacce. Il cognome ‘Falcone‘ lo avevo sentito solo una volta in televisione. Di Paolo Borsellino non conoscevo l’esistenza. Sapevo, comunque, che c’era la mafia. Si trovava nelle strade, aleggiava nell’aria, faceva parte persino degli insulti tra ragazzini: ‘Buscetta‘ si apostrofava uno che faceva la spia. Ma chi era Buscetta non lo sapevo né io né i miei compagni di gioco.

I mondiali di calcio, insomma, mi raccontavano una città bella, grande, aperta agli altri. Soprattutto a quei tifosi olandesi e irlandesi (non ricordo, invece, di avere visto supporter egiziani) che bevevano tanta birra per le strade della città, coloratissimi. Dal finestrino dell’auto di mio padre li guardavo con stupore e meraviglia. Volevo essere tra loro, soltanto perché provenivano da lontano ed erano a Palermo per guardare i loro beneamini.

E poi c’era il già citato Totò Schillaci. Ricordo tutte le partite ed i suoi goal: all’Austria, alla Cecoslovacchia, all’Uruguay, all’Irlanda, all’Argentina e all’Inghilterra. Ricordo una città che lo amava. I suoi poster erano dappertutto, persino sulle bancarelle dei ‘carnezzieri’ del Capo. Era l’eroe della città, il simbolo del riscatto di una Palermo che voleva essere famosa per ben altro. Ma ancora il peggio doveva purtroppo accadere.

A 9 anni, però, pensavo a ben altro. Come vincere la maglia del Campione della ‘Kinder e Ferrero’. Ecco lo spot segnalato da un altro innamorato della Generazione Anni 80, il giornalista e blogger Francesco Sicilia.

Qui le puntate precedenti di ‘Generazione Anni 80′

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3 commenti a “Generazione Anni 80: gli occhi di Totò Schillaci”

  1. Francesco Sicilia ha scritto:
    il 05/05/2011 alle 13:54

    Quello in Italia è il primo mondiale che ricordo nitidamente. Nel 1990 avevo sette anni. Il 9 giugno, c’era una partita attesissima Italia-Austria, il debutto degli Azzurri e c’era un giocatore, Totò Schillaci. Prima di quella partita Totò era solo una speranza del suo quartiere che è anche il mio quartiere: “Speriamo che Vicini lo faccia entrare”, dicevano al Cep. Poi quel numero 19 entrò e infiammò l’Italia intera nell’estate delle Notti Magiche. Quando giocava l’Italia mi affacciavo alla finestra di casa mia che dà sul Centro Espansione Popolare. Si sentiva solo una voce, quella di Bruno Pizzul. In stereofonia. E quando segnava Totò era il finimondo. E ricordo quei giorni anche per i tanti giornalisti che presero d’assalto il mio quartiere, il quartiere di Totò, che all’improvviso sembrò essere il centro del mondo.

  2. Francesco Sicilia ha scritto:
    il 05/05/2011 alle 13:54

    Grazie per la citazione.

  3. Giovanni Villino ha scritto:
    il 05/05/2011 alle 15:27

    Ne parlai qualche tempo fa anch’io di quel mondiale… notti magiche.
    http://www.giovannivillino.it/post/4091698219/italia-90-quei-mondiali-che-mi-sono-rimasti-nel-cuore

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