SE TI SBARAZZI DI LUI NOI CI SBARAZZIAMO DI TE
Campagna di promozione sociale contro l'abbandono degli animali
DENUNCIA I DISSERVIZI DEL TUO QUARTIERE
I tuoi commenti serviranno a far sì che il blog sia in linea con le vere problematiche che affliggono la nostra città
Altri articoli

Commenti recenti

Blogroll

La crisi dei mercati storici: il Capo

Pubblicato il 17/06/2011
Parole chiave: , , ,
Pubblicato in Commercio e sviluppo, Interviste, Video | 1 Commento »

C’era una volta il mercato del Capo, pieno di colori, di odori, di sapori, di bancarelle, di commercianti, di clienti.

Oggi c’è un ‘mercatino‘, perché sono diminuiti sostanzialmente i palermitani che oltrepassano Porta Carini per riempire sacchetti e borse.

Di chi la colpa? Della crisi? Della scarsa attenzione del Comune nei confronti di questo ‘pezzo’ di storia e cultura palermitane?

A voi la risposta.

Servizio realizzato dalla redazione del blog, col contributo di Federica Cammarata e Roberta Ferrante.

Riprese e montaggio di Cristiano Baio.

Condividi:

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Print

Potrebbero inoltre interessarti...

  1. Le imprese siciliane alla conquista del mercato russo
  2. I personaggi della settimana: Katia Montagna e Debora Viglia
  3. Ancora atti vandalici contro la scuola Giovani Falcone
  4. I volti e le angosce degli operai della Gesip
  5. Se Palermo non sa rispettare i suoi morti…
  6. L’impegno di Unitalsi: da Palermo a Lourdes per aiutare il prossimo
  7. Dopo la via crucis dei dipendenti della Gesip, si torna a nuotare
  8. Il Palchetto della Musica… anzi del degrado
  9. Solidarietà a Palermo: l’appello dell’associazione Ricreando
  10. Cielo rosso a Palermo

Un commento a “La crisi dei mercati storici: il Capo”

  1. LI VIGNI F. PAOLO ha scritto:
    il 17/06/2011 alle 20:41

    Che spettacolo erano i mercati storici di palermo il capo ballaro’ vucciria.Ricordo la confusione il vociare l’abbannio c’era un rapporto quasi familiare fra il venditore e l’aquirente.Proprio al capo il pescivendolo u russu verso le 13 svendeva il pesce rimasto mio padre ne approfittava.Alla vucciria vi era il supermercato dove fuori vi era un coccodrillo imbalsamato il proprietario raccontava che era stato catturato al fiume oreto vecchia leggenda.Il panificio presso la piazza della vucciria faceva la brioscia con la panna meravigliosa u purpu u pani ca meusa ci ritiravamo a casa sazi di pancia di colori che tempi indimenticabili e irripetibili-

Lascia un commento




È permesso l'uso dei seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>