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I dazi palermitani (e non solo)

Pubblicato il 05/09/2011
Pubblicato in Comune di Palermo | Nessun commento

Ogni giorno i palermitani sono costretti ad affrontare piccole spese quotidiane  a causa di malesseri ormai diventati consuetudinari nelle strade e nelle vie della città.

Ormai è un dato di fatto: Palermo è diventata invivibile. Ogni giorno i palermitani sono  costretti ad affrontare esborsi vari causa un accattonaggio diffuso e variegato nelle strade e  soprattutto nei marciapiedi palermitani.
Partiamo dai “pedaggi” automobilistici; il primo gettone da sborsare per i guidatori  palermitani è sicuramente quello per i lavavetri, ormai presenti ad ogni semaforo nel numero di 2 o 3, a seconda dell’ampiezza dell’incrocio; in alternativa, ad ogni semaforo è possibile trovare elemosinanti di ogni tipo, dal finto invalido a medicanti di ogni etnia. Ma tutti i palermitani sanno che il momento clou degli esborsi in auto è quello del parcheggio; infatti per evitare le strisce blu e i parcheggi  a pagamento, i palermitani fanno a gara per trovare i pochi liberi e gratuiti disponibili; pur tuttavia, questi pochi posti sono diventati anch’essi a pagamento, causa la presenza di moltissimi parcheggiatori abusivi che chiedono un contributo economico per salvaguardare l’auto; per la cronaca i parcheggiatori abusivi sono presenti anche nelle zone a pagamento, causando quindi ulteriori costi agli automobilisti palermitani che parcheggiano sulle strisce blu abitualmente.
Per quanto riguarda i “dazi pedonali”, ve ne sono di vari tipi, concentrati soprattutto nel centro città. Basta farsi un giro al Politeama o sedersi al Mc Donald per essersi disturbati da ogni possibile tentativo di accattonaggio; c’è chi ti vuole vendere penne, accendini, robe cinese vari, etc.; c’è chi opta per la mancanza di 50 cent per potere comprare qualcosa; c’è chi opta per l’invalidità, chi per la fame,etc.
Noi di Azione Siciliana – Movimento Attivista, chiariamo subito che siamo vicini a coloro i quali chiedono l’elemosina per bisogno o per fame, ma condanniamo ogni tipo di accattonaggio per mancanza di volontà lavorativa, in quanto causano un danno a se stessi, un danno ai palermitani e un danno a tutte le attività produttive della zona che, a causa dei loro comportamenti molte volte eccessive, causano un calo di clientela ai ristoranti, ai bar,etc. Un profilo di accattone senza volontà lavorativa è per esempio colui il quale vende penne dicendo di non avere soldi e poi, con i soldi raccolti, va a comprarsi i gratta e vinci.
Visto che il problema è stato trascurato per anno, chiediamo che venga discusso, nelle sedi opportune, come far fronte ad un problema così ampio ed in veloce espansione, causa la corrente crisi.

Firmato
Il direttivo di Azione Siciliana.

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