SE TI SBARAZZI DI LUI NOI CI SBARAZZIAMO DI TE
Campagna di promozione sociale contro l'abbandono degli animali
DENUNCIA I DISSERVIZI DEL TUO QUARTIERE
I tuoi commenti serviranno a far sì che il blog sia in linea con le vere problematiche che affliggono la nostra città
Altri articoli

Commenti recenti

Blogroll

Finalmente Palermo ha il suo Piano Regolatore del Porto

Pubblicato il 29/11/2011
Parole chiave: , ,
Pubblicato in Comune di Palermo, Politica | 1 Commento »

Il PRP (Piano Regolatore del Porto) di Palermo è stato approvato, anche se dopo 3 anni di colpevole ritardo.

Finalmente il buon senso di molti consiglieri comunali di Palermo ha superato le polemiche che hanno tenuto il PRP fermo in consiglio comunale per circa venti assemblee di Sala delle Lapidi.

Piacerebbe, penso, ai cittadini palermitani, disperati per il grave stato di crisi economica in cui versa la città (oltre lo sfascio in cui versano i servizi essenziali al cittadino, il degrado delle periferie, la problematica raccolta dei rifiuti malgrado Palermo abbia circa il quadruplo di addetti della città di Torino, città notoriamente pulita e vivibile dal punto di vista della raccolta dei rifuti e in cui si paga una Tarsu inferiore alla nostra) non sentire più parlare di polemiche sull’approvazione di questo importante strumento che potrà fare ripartire l’economia della città e restituire ai cittadini la “vista sul mare”.

Un assaggio si è avuto già con la sistemazione della Cala da parte dell’Autorità Portuale di Palermo che ne ha cambiato il volto e che l’ha resa simile ad un angolo di grandi città europee come Copenhagen.

Dispiace solo registrare, dopo 3 anni dalla presentazione del PRP al Comune di Palermo da parte dell’Autorità Portuale, sterili polemiche da parte di qualcuno dei 35 consiglieri eletti che hanno votato il Piano (su 50 che dovevano essere presenti) contro chi ha votato (IdV) il PRP insieme al PDL.

Ma perché strumenti urbanistici così importanti per l’economia della città, in un momento come questo, e dopo 3 lunghi anni di polemiche inconcludenti, doveva essere votato solo dalla maggioranza? La democrazia non è questa! In democrazia un Piano così importante viene attenzionato subito, e dopo i necessari emendamenti presentati da tutti i partiti si vota, approvandolo. Ma non dopo 3 anni. Questo avviene solo a Palermo. E meno male che è stato approvato!

Piace, infine, sottolineare quanto dichiarato dal fronte dell’opposizione: Non è stato un miracolo, solo buon senso. Che sia quest’ultima dichiarazione di buon senso, anche un esempio per affrontare i gravi problemi che sta attraversando la città, un giusto modo per affrontare “insieme” i problemi e portarli a soluzione. I palermitani sono stanchi di aspettare!

E poiché continuare a fare polemiche sterili non si addice a chi scrive, mi piace ricordare cose belle sulla storia della nostra città che giustificano l’euforia e l’importanza dello strumento, il PRP, appena approvato a Sala delle Lapidi:

“… Palermo fu fondata nel 734 a.C. dai Fenici con il nome Zyz. Fino a quel momento l’area era stata un emporio commerciale e base d’appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia ed il Papireto), divenne meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare.

La prima conquista avvenne da parte dei Romani, che, dopo un lungo assedio, riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino (all’epoca chiamato Ercta): i tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma, Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di assoluta tranquillità per diversi secoli. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città. Dopo la caduta dell’Impero Romano, fino al 535 la Sicilia fu devastata dai Vandali. La liberazione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli.

Con la conquista della città, comandata da Belisario, iniziò un’opera di restaurazione di quell’unità imperiale perduta con le invasioni barbariche, dominando in poco tempo l’intera isola che divenne una provincia periferica dell’Impero d’Oriente.

Nel IX secolo musulmani dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista dell’isola, fu iniziata nell’827, Palermo fu presa nel 831. Furono i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo: la città si dotò di tutte le strutture burocratiche e destinate ai vari servizi che spettavano ad una capitale. Il monaco Teodosio affermò che a Palermo, durante la dominazione araba, erano presenti più di trecento moschee. Gli arabi introdussero anche i primi agrumeti, formando la Conca d’oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico.

La potenza musulmana, tuttavia, fu corrosa dalle lotte interne che aprirono la via agli stranieri, finché, nel 1071, dopo quattro anni d’assedio, Ruggero d’Altavilla, primo conte normanno, espugnò Palermo.

Nel 1098 i Normanni, sotto investitura papale, ottennero la licenza di rendere nuovamente cattolica la Sicilia ed in poco tempo entrarono in possesso della città e del resto dell’isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. La città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II: in questo periodo furono costruite la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o della Martorana) e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero l’egemonia nel Mediterraneo, e il potere si spostò a Napoli, regnata da Carlo d’Angiò. Il popolo palermitano, tuttavia, nel 1282 dette avvio alla guerra del Vespro contro il nemico francese, che terminò con l’adottare la Bandiera siciliana simbolo di autonomia.

Dopo il regno di Sicilia normanno, si alternarono sul trono palermitano altre case reali: gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo una sede imperiale; gli Angioini (dal 1270 al 1282), che spostarono la capitale da Palermo a Napoli; dopo la rivolta del Vespro, Palermo divenne capitale del regno fondato tramite il ramo cadetto degli aragonesi: perderà l’indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.

Affermatasi in un momento di difficile gestione socio-politica per l’isola fu invece la dominazione del Regno di Spagna. Gli spagnoli fecero di Palermo la sede del Viceré. La dominazione spagnola fu molto apprezzata in Sicilia poiché ne rivalutò il territorio come baluardo di importanza strategica per la lotta contro gli Ottomani. Carlo V (1516-1554), fondatore della dinastia degli Asburgo di Spagna, rappresentò la figura simbolo della Storia della Sicilia spagnola. Ben due secoli di dominio da parte delle dinastie spagnole a Palermo terminarono nel 1713 con il Trattato di Utrecht che segnò la fine della guerra di successione spagnola.

Nel 1734 la città divenne dominio dei Borboni, che mantennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. Nel 1816 entrambi i regni vennero riuniti nel Regno delle Due Sicilie: Palermo perse lo status di capitale, divenendo secondo centro amministrativo dopo Napoli e ciò causò diverse rivolte a carattere separatista nell’isola…………………”

Per il resto della Storia della Sicilia, e quindi di Palermo, rimando tutti al libro del nostro amico PASQUALE HAMEL “Breve storia della società siciliana 1780-1990″ – Sellerio editore Palermo – che sarà presentato a breve anche dalla Libera Università della Politica, si pensa alla Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, con illustri relatori.

Il libro può diventare un gradito regalo di Natale per tutti.

Tanti auguri.

Giacomo Greco

Condividi:

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Print

Potrebbero inoltre interessarti...

  1. DIBATTITO sulla revisione del Piano Particolareggiato per il centro storico
  2. Palermo piano di 24 Mln per la valorizzazione del centro storico

Un commento a “Finalmente Palermo ha il suo Piano Regolatore del Porto”

  1. gera ha scritto:
    il 01/12/2011 alle 15:02

    CIAO

Lascia un commento




È permesso l'uso dei seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>