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Contro le scritte vandaliche per proteggere la storia di Palermo

Pubblicato il 02/03/2012
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Pubblicato in Cronaca | Nessun commento

Palermo, si sa, è ricca di monumenti storici. Un patrimonio culturale e turistico d’inestimabile valore, che dovrebbe essere tutelato e difeso. In realtà, basta farsi un giro al Politeama e in piazza Vittorio Veneto o una passeggiata all’interno di Villa Giulia, per renderci conto dell’assoluto contrario.

Tre indizi che fanno una prova, perché dimostrano sia la scarsa attività di controllo e di rigore da parte delle forze municipali che l’assenza di rispetto di alcuni cittadini nei confronti della storia della propria città.

Esempio numero 1: le statue di Ruggero Settimo e Carlo Cottone che si trovano al Politeama, ovvero il luogo di ritrovo principale dei giovani e centro nevralgico della passeggiata palermitana. Sono sporche ma soprattutto piene di scritte. Stessa solfa avviene al ‘Palchetto della Musica’.

Esempio numero 2: il Monumento al cinquantenario della liberazione di Palermo, costruito agli inizi del 1910. Anche in questo caso, come il precedente, sono presenti scritte che insudiciano la ‘Statua della Libertà’ di piazza Vittorio Veneto.

Esempio numero 3: Villa Giulia, il giardino pubblico della città, realizzato tra il 1777 ed il 1778. Passeggiando per i sentieri della villa, ci si accorge dello stato di degrado in cui versano le quattro esedre; di pezzi sparsi qua e là di molte sculture marmoree; di panchine spezzate; di statue violate con scritte e disegni scurrili.

Si trattano di tre violentissimi pugni allo stomaco di chi ama la città, veri e propri atti di vandalismo che perdurano nel tempo a causa dell’assenza di un’azione mirata da parte delle forze dell’ordine per arginare questo fenomeno.

Da un lato, infatti, ci vorrebbe un’operazione di pulizia e di restauro; dall’altro la collocazione di un circuito di videosorveglianza nelle zone ad alto tasso ‘storico-culturale’ per giungere alla produzione di due effetti: 1) identificare i responsabili degli atti vandalici e punirli con le sanzioni previste; 2) fungere da deterrente.

Perché se il turismo, così come ritiene il Movimento Impresa Palermo, deve essere una delle sorgenti principali da cui attingere per creare economia in città, bisogna far sì che i monumenti siano custoditi e sorvegliati. Ma non solo.

Perché occorre educare il palermitano, soprattutto quello più giovane che magari considera ‘innocente’ scrivere ‘Salvatore ama Rosalia’ sulla statua di Ruggero Settimo, all’amore per la storia di Palermo.

Foto di Giuseppe Romano.

Walter Giannò -  Candidato al Consiglio Comunale

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