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Dragotto: “I palermitani non sono stupidi, non voteranno chi ha distrutto la città”

Pubblicato il 05/04/2012
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Pubblicato in Politica | Nessun commento

“La bufera scoppiata intorno alla Lega Nord, alla famiglia di Umberto Bossi e al tesoriere Francesco Belsito (ma anche quella che ha colpito di recente il Partito Democratico per via della vicenda che ha avuto come protagonista negativo il senatore Luigi Lusi – ex della Margherita di Francesco Rutelli, senza dimenticare l’affaire Scajola dell’estate 2011) evidenzia ancora di più quanto il sistema politico sia degenerato, più incline ai propri interessi che al bene comune. Il pensiero che, nel caso del Carroccio, i fondi elettorali sarebbero stati utilizzati persino per sistemare la casa dell’ex ministro del governo di Silvio Berlusconi, fa accapponare la pelle perché non c’è niente di più scandaloso in politica dell’utilizzo di denaro pubblico per scopi privati”.

Così sul suo blog Tommaso Dragotto, candidato come sindaco del capoluogo siciliano.

“Questo è ‘solo’ uno dei tantissimi motivi – ha aggiunto il manager siciliano – che mi hanno spinto a fondare il Movimento Impresa Palermo, assolutamente apartitico e ostile di conseguenza a tutti i difetti tipici di larga parte della classe politica contemporanea. In primis, due: i privilegi della casta e il clientelismo. Inoltre, la mia candidatura a sindaco di Palermo deriva proprio dall’impossibilità di restare inerte davanti al degrado della città e all’incuria e all’incapacità di coloro che avrebbero dovuto, per via del mandato conferito dagli elettori, occuparsi diligentemente dell’amministrazione comunale. Palermo, invece, è allo sbando ed è l’effetto di 15 anni di vergognosa gestione della ‘cosa pubblica’, durante i quali è stato tolto alla gente il diritto di vivere con dignità la propria città”.

“Ma ho un sogno – ha proseguito Dragotto: che domenica 6 e lunedì 7 maggio i cittadini, stanchi di essere maltrattati nell’orgoglio di essere palermitani, diano una lezione ai politici che hanno rovinato la città e che stanno avendo il coraggio di ripresentarsi alle elezioni come se fossero ‘nuovi’ e per niente responsabili del disastro che ci circonda. Perché costoro confidano sulla scarsa memoria degli elettori e sull’assenza della capacità analitica”.

“Sanno, invece, – ha affermato il candidato – che dietro al giovane Massimo Costa (che è passato dal centrodestra al terzo polo nel giro di una settimana) ci sono quegli stessi partiti che hanno sostenuto vivamente l’ex sindaco Diego Cammarata, vertice del disastro contemporaneo di Palermo; che dietro all’altrettanto giovane Fabrizio Ferrandelli ci sono Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, il deputato regionale e il senatore che hanno contribuito a sbriciolare il Pd siciliano, fautori del trasformismo di Raffaele Lombardo alla Regione; che dietro ad Alessandro Aricò ci sono Gianfranco Fini e il già citato Lombardo (riuscito nell’ardua impresa di avere un candidato ufficiale ed un altro di scorta). Non dimenticando Marianna Caronia che è stata vicesindaco di Palermo così come Pippo Enea che fa parte di una lista che la sostiene”.

“Sono convinto, quindi, – ha concluso Dragotto – che i palermitani sappiano tutto questo ed ancora molto di più, perché sono davvero tanti i nomi di coloro che si stanno presentando alle elezioni amministrative di maggio e che hanno contribuito attivamente alla rovina della città. E i cittadini andranno alle urne con la consapevolezza di avere l’opportunità di punirli severamente per quello che hanno fatto non solo non riconfermandoli ma scegliendo volti davvero nuovi che avranno, con cognizione di causa e con progetti concreti, una missione da compiere: la Rinascita di Palermo”.

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