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Dragotto: “Non si possono illudere i palermitani”

Pubblicato il 10/04/2012
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Pubblicato in Politica | Nessun commento

“I due ‘esperti della comunicazione’ che sono stati ingaggiati da Fabrizio Ferrandelli e Massimo Costa, hanno rimarcato sul Giornale di Sicilia di oggi la scelta di non esporsi pubblicamente coi simboli dei partiti che lo sostengono.Maurizio Scaglione, che segue la comunicazione del candidato di centrosinistra, ha affermato: Approvo la scelta di Ferrandelli di non marcare i riferimenti di partito, credo che oggi un candidato credibile non ne abbia bisogno”. E Giovanni Pellerito, che si sta occupando di Costa ha detto: Il punto di forza di Massimo è il suo programma. Niente simboli di partito, piuttosto il concetto di volontà”.

Così sul suo blog Tommaso Dragotto, fondatore del Movimento Impresa Palermo e candidato come sindaco del capoluogo siciliano.

“Insomma, è come se Ferrandelli e Costa – ha aggiunto il manager palermitano – non abbiano bisogno del sostegno dei partiti per essere eletti alla guida dell’amministrazione comunale. In realtà, sono convinto dell’idea che la scelta di non ‘sponsorizzare’ il volto di entrambi con i loghi dei partiti di riferimento sia stato dettato da ben altro motivo: illudere i palermitani”.

“Perché, in un momento in cui i cittadini sono disgustati dai partiti e dai politici che hanno amministrato Palermo negli ultimi quindici anni, – ha aggiunto Dragotto – in cui i quotidiani sono strapieni di scandali che hanno come protagonisti i politici, l’ultima cosa che vogliono vedere è il simbolo di un partito. Questo lo sanno benissimo sia Costa che Ferrandelli ma non possono nascondere alla gente che sono sostenuti l’uno dal Pdl, Udc e Grande Sud e l’altro dal Partito Democratico”.

“E sono sempre più certo del fatto che i palermitani, – ha concluso il candidato –  intelligenti e desiderosi di donare una svolta alla città, non daranno il proprio consenso a chi l’ha distrutta e non si lasceranno fuorviare dalle strategie di comunicazione che hanno l’obiettivo di concentrare l’attenzione sull’apparire e di offuscare l’essere”.

“I due ‘esperti della comunicazione’ che sono stati ingaggiati da Fabrizio Ferrandelli e Massimo Costa, hanno rimarcato sul Giornale di Sicilia di oggi la scelta di non esporsi pubblicamente coi simboli dei partiti che lo sostengono.Maurizio Scaglione, che segue la comunicazione del candidato di centrosinistra, ha affermato: Approvo la scelta di Ferrandelli di non marcare i riferimenti di partito, credo che oggi un candidato credibile non ne abbia bisogno”. E Giovanni Pellerito, che si sta occupando di Costa ha detto: Il punto di forza di Massimo è il suo programma. Niente simboli di partito, piuttosto il concetto di volontà”.

Così sul suo blog (http://www.tommasodragotto.net) Tommaso Dragotto, fondatore del Movimento Impresa Palermo e candidato come sindaco del capoluogo siciliano.

“Insomma, è come se Ferrandelli e Costa – ha aggiunto il manager palermitano – non abbiano bisogno del sostegno dei partiti per essere eletti alla guida dell’amministrazione comunale. In realtà, sono convinto dell’idea che la scelta di non ‘sponsorizzare’ il volto di entrambi con i loghi dei partiti di riferimento sia stato dettato da ben altro motivo: illudere i palermitani”.

“Perché, in un momento in cui i cittadini sono disgustati dai partiti e dai politici che hanno amministrato Palermo negli ultimi quindici anni, – ha aggiunto Dragotto – in cui i quotidiani sono strapieni di scandali che hanno come protagonisti i politici, l’ultima cosa che vogliono vedere è il simbolo di un partito. Questo lo sanno benissimo sia Costa che Ferrandelli ma non possono nascondere alla gente che sono sostenuti l’uno dal Pdl, Udc e Grande Sud e l’altro dal Partito Democratico”.

“E sono sempre più certo del fatto che i palermitani, – ha concluso il candidato –  intelligenti e desiderosi di donare una svolta alla città, non daranno il proprio consenso a chi l’ha distrutta e non si lasceranno fuorviare dalle strategie di comunicazione che hanno l’obiettivo di concentrare l’attenzione sull’apparire e di offuscare l’essere”.

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