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L’ipotesi di gestione dell’amministrazione comunale


“Il mio lavoro mi dà la possibilità di conoscere le altre città, altre culture, modi di vivere e diverse amministrazioni. E mi è quasi naturale paragonare queste realtà con quella in cui vivo”.
L’economista Pietro Busetta definisce Palermo, in base agli studi effettuati dalla fondazione Curella, una città di serie B, una valutazione che, a guardare le condizioni del capoluogo siciliano, appare più che ottimista. Palermo dovrebbe essere gestita come una s.p.a, un’azienda in attivo e invece, da anni a fare da padroni sono gli sprechi e le inefficienze.

“Mi viene spontaneo porre una domanda: “Se alla guida della città ci fosse un imprenditore, le cose andrebbero diversamente?”

Finora, le cronache evidenziano come i nostri amministratori possono ‘vantare’ soltanto figure professionali di rilievo, ma assolutamente inadeguate a gestire una macchina comunale. Può dunque un laureato guidare un’impresa come il Comune senza un background imprenditoriale? Molti tentativi di riforma sono naufragati contro le resistenze non solo delle strutture preesistenti ma anche della cattiva politica, che ha privilegiato un uso clientelare della stessa e lo ha piegato ai propri interessi elettorali. Occorre affidarsi a logiche aziendali di competitività , efficienza ed economicità per portare a termine un processo di ammodernamento volto a trasformare:

  • un bilancio carente in uno proficuo;
  • aziende partecipate e controllate in aziende inquadrate in logiche di mercato;
  • servizi inadeguati e costosi in servizi efficienti e a basso costo;
  • una farraginosa e snervante burocrazia in una rapida e funzionante.

In un normale contesto di mercato, un’azienda con le caratteristiche attuali del Comune di Palermo sarebbe destinata inesorabilmente al fallimento. La sua sopravvivenza, oggi è legata solo a una sbagliata cultura della cosa pubblica, dove elevati costi di gestione e perdite sembrano non avere alcuna importanza.

Allora mi chiedo: “Quello che conta è occupare una poltrona per assumere un ruolo istituzionale, o il ruolo istituzionale deve essere il mezzo/strumento per apportare benefici a questa azienda chiamata città di Palermo? Non sarebbe opportuno affidare incarichi politici ad imprenditori che abbiano dimostrato nel corso degli anni serietà, trasparenza, correttezza e grande professionalità nella direzione delle proprie imprese? “.

Aspettiamo i vostri commenti.

Tommaso Dragotto